NUOVO SPAZIO DEL CASTELLO DI LEGNANO

Esposizione permanente:
Trittico della Battaglia di Legnano di Gaetano Previati
Sculture di Ugo Riva
I mantelli, le vesti, i tesori del Palio.


Scritto il: 30/04/2012
nuovo spazio del castello di legnano

Il nuovo spazio espositivo,collocato nell’ ala a nord-ovest del Castello di Legnano ospita le opere di Gaetano Previati "Il Trittico della Battaglia di Legnano" provenienti dal Museo Civico Sutermeister, le sculture di Ugo Riva "Angeli" e "Frammenti" e "Le vesti, i tesori e le armi del Palio".

TRITTICO DELLA BATTAGLIA DI LEGNANO
Il grande Trittico della Battaglia di Legnano composto dalle tre grandi tele “La Preghiera”, “La Battaglia” e “La Vittoria” rappresenta una tappa significativa dell’evoluzione artistica di Gaetano Previati.
Verso il 1908 matura l’interesse di Previati per i grandi dipinti di carattere decorativo: nascono così le opere più famose come il Trittico del Giorno e il Trittico dell’Eroica esempi fra i più significativi del divisionismo previatesco. Di questo importante gruppo di opere giocate sulla valenza decorativa e sul grande formato, fa parte anche il Trittico della Battaglia di Legnano, che il pittore realizza nella sua ultima fase di attività e precisamente tra il 1915 e il 1918 quando, indebolito dalla malattia e prostrato dal dolore per la perdita della moglie e di un figlio smette di dipingere.
Allusive al tema della guerra, le tre grandi tele tornano ad illustrare un episodio di particolare interesse per il pittore fin dagli anni ottanta ma che adesso con lo scoppio del conflitto mondiale assume un significato di grande e drammatica attualità.
Il Trittico è probabilmente l’ultima opera affrontata da Previati e ne costituisce una sorta di testamento artistico.
La datazione estrema dell’opera (1915) spiega, inoltre il fatto che il Trittico sia rimasto incompiuto: affrontato inizialmente l’episodio della “Preghiera” e in seguitoil pannello centrale con la “Battaglia” esposto per la prima volta nel 1916 alla Permanente di Milano, l’artista non riesce a completare il terzo e ultimo episodio la “La Vittoria” sconvolto dai lutti familiari che pongono fine alla sua attività pittorica. Dopo la presentazione alla Permanente di Milano della “Battaglia” il Trittico rimane nella galleria di Alberto Grubicy. In seguito i dipinti vengono messi in vendita presso la Galleria Pesaro di Milano nel maggio del 1927 e vengono acquistati dal commendatore Fabio Vignati, all’epoca sindaco di Legnano e da questi generosamente donati al Museo Civico Sutermeister.
Il sapiente mecenatismo di Edison che ha finanziato nel 2000 il restauro ha consentito di portare allo splendore originale il Trittico. Nel mese di maggio l’opera è stata trasferita dal Museo Civico Sutermeister al nuovo Spazio Castello.
BIOGRAFIA
Nato a Ferrara nel 1852 da una famiglia numerosa e di modeste condizioni, Gaetano Previati compie la propria formazione artistica nella città natale.
Nel 1876 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze per seguire gli insegnamenti di Amos Cassioli, celebre battaglista.
Previati si ricollega a questo filone, esordendo con una serie di tele che rinnovano profondamente il genere storico; il suo trasferimento a Milano, nel 1877, è infatti motivato dall’esigenza di perfezionarsi con Giuseppe Bertini, erede della grande pittura storica di Francesco Hayez. Il nostro artista si iscrive all’Accademia di Brera per frequentare la sua classe e vi rimane fino al 1880. A Milano Previati si avvicina al clima e agli artisti della Scapigliatura, partecipando anche alle iniziative umoristiche della Famiglia Artistica.
Negli anni ’80 emergono i suoi molteplici interessi, rivolti alle tematiche più varie: dipinge una serie di piccoli ritratti e diversi quadri storici; affronta anche il genere sacro e si dedica all’illustrazione di libri. Non mancano infine i soggetti letterari e romantici.
Nel 1899 un contratto stipulato con il mercante Alberto Grubicy libera il pittore dagli assilli economici e dagli incerti di una carriera difficile.
Previati si orienta verso una pittura di “idee” e adotta la tecnica della divisione del colore, già applicata con successo da Giovanni Segantini, approdando ad uno stile del tutto personale, caratterizzato dal forte contenuto simbolico e da una pennellata allungata e filamentosa. L’artista conferma la propria vocazione simbolista partecipando anche all’allestimento della Sala del Sogno all’interno della Biennale di Venezia del 1907. A questa data è ormai un pittore affermato, le cui opere vengono esposte in Italia e all’estero.

La sua attività pittorica viene interrotta nel 1917 da una malattia e da una serie di tragici lutti familiari. Trasferitosi in Liguria, dove agli inizi del ‘900 soggiornava periodicamente, muore a Lavagna.

Di seguito il video sulle fasi di movimentazione del Trittico della Battaglia di Legnano dal Museo Civico Sutermeister al Nuovo Spazio del Castello di Legnano:

 http://www.youtube.com/watch?v=pgzqunKKbkU

LE SCULTURE DI UGO RIVA

I due grandi “Angeli” in terracotta di Riva, sono il vertice di una tematica ampiamente analizzata dall’artista, che intende spingere l’osservatore a meditare non soltanto delle cose terrene, ma di alzare gli occhi verso il mistero. Nella tradizione cristiana, gli angeli annunciano Cristo, lo servono, ne sono messaggeri, sono creati fin dalla loro origine in funzione del suo regno. Gli angeli hanno anche il compito di assistere e proteggere la vita umana, per questo vengono invocati nelle celebrazioni e nelle preghiere dei credenti. Per Riva sono delle presenze quotidiane, segrete, che affiancano l’uomo e lo accompagnano nella vita, sostenendolo e aiutandolo.

L'installazione dei “Frammenti” unisce alcune sculture (19 pezzi in 13 raggruppamenti) che nel corso degli anni sono state fuse, rotte, reinterpretate. L'insieme ne è un gioco di spazi e di vuoti che si susseguono, di forme autonome che divengono nuovo organismo vivente, nuova opera d'arte. Riva è un modellatore che recupera la terracotta come elemento magmatico di una forma: il corpo nel quale le sue figure, i suoi personaggi, interpretano la fragilità della vita, si rompono in frammenti, ma senza dichiarare la sconfitta, anzi ri-organizzandosi perché non c'è mai un punto fermo nel nostro percorso esperienziale, bensì una continua affermazione del mistero.
BIOGRAFIA
Nato a Bergamo nel 1951, fin dalla gioventù Ugo Riva si dedica al disegno e poi alla pittura.
Dal 1977 la scultura diventa la sua ricerca espressiva principale, focalizzandosi sulla riscoperta della policromia prima in cotto e poi in bronzo. Le sue opere trattano da sempre i temi fondamentali dell’essere “uomo”, soffermandosi negli ultimi anni su quello della “fragilità” del tempo presente.
Partecipa alle prime mostre collettive nel 1978, mentre la prima personale è del 1987.
Da allora si contano esposizioni in gallerie private e spazi pubblici in tutto il mondo.
Riva espone per la prima volta a Legnano nel 2003 in «Omaggio a Giovanni Testori».
L’anno successivo l’Amministrazione comunale chiede di posizionare la scultura «Tregua» nel parco di Palazzo Leone da Perego.
Nel 2007 i due grandi «Angeli» di terracotta policroma sono collocati provvisoriamente nella chiesa di san Domenico, in attesa di essere sistemati definitivamente negli spazi restaurati del Castello cittadino.
Nel 2009 realizza, per la Cappella dell’Ospedale civile di Legnano, il «Trittico dell’abbraccio» in terracotta policroma e ferro.

Nel 2012 il Castello di Legnano allestisce l’opera «Frammenti» nella grande sala che accoglie le tele di Gaetano Previati, mentre gli «Angeli» sono posti nel nuovo ingresso.

Di seguito il video sulla realizzazione delle sculture Angeli:

http://www.youtube.com/watch?v=eGM1k6A9edo

I MANTELLI, LE VESTI, TESORI E ARMI DEL PALIO 

L’evoluzione del vestire del Palio di Legnano dal 1932 a oggi

I costumi del Palio sono la componente più importante della manifestazione, la caratteristica  peculiare del Palio di Legnano. Spesso però è difficile mostrare al pubblico il loro immenso valore: chi assiste alla sfilata storica per le vie cittadine e ancor più al campo, non può apprezzare fino in fondo la qualità dei tessuti, la particolarità dei disegni, la preziosità dei ricami, il valore dei gioielli e la fedeltà delle armi. Questi tesori, costumi, accessori e armi, qui, nella sala dedicata all’esposizione del nostro eccezionale patrimonio, sono ora alla portata di tutti, perché ciascuno possa apprezzare fino in fondo il grande lavoro di studio, ricerca e realizzazione artigianale che rende così straordinario il nostro corteo.   La qualità di costumi e accessori del Palio dimostra la grande crescita che le Contrade hanno compiuto nel corso degli anni, descrivendo in modo concreto l’abbigliamento e il modo di vivere della società medioevale.  Ogni Contrada dispone di un importante patrimonio di vestiti, ori, armi, vessilli, finimenti, selle e strumenti musicali che costituiscono una testimonianza importante di ciò che il Medioevo ci ha tramandato.   La sfilata storica, che rappresenta un momento di festa e di trionfo dopo la vittoria sull’imperatore Federico I di Svevia detto il Barbarossa, non contempla solo la cosiddetta parte nobiliare formata da Capitani, Castellane, cavalieri e dame, ma coinvolge tutti gli strati sociali: soldati di ventura, artigiani, popolani, contadini, musici, giocolieri, monaci e chierici. Il corteo diventa così una straordinaria occasione per mostrare gli arnesi da lavoro, i semplici giochi, i tessuti grezzi e le rudimentali armi, a testimonianza del vivere quotidiano.  Fonte di ispirazione e informazione sono arazzi, dipinti, miniature, libri, lampassi, sculture e altre opere d’arte realizzate tra il X e il XIII secolo in Italia e in Europa, senza tralasciare la zona orientale, che vengono riprodotti in toto o in alcuni particolari.  Le Contrade curano ricerca, studio e progettazione, sotto la guida della Commissione Permanente Costumi che si avvale della collaborazione di illustri esperti proposti dal Comitato Palio, che seguono e convalidano ogni singolo pezzo.  

Spazio Castello – viale Toselli (via Mulini) – 20025 Legnano

Orario di apertura:

- sabato: 15,00 - 19,00

- domenica e festivi: 10,00 -12,30/15,00 19,00

INGRESSO LIBERO

Per gruppi scolastici (su prenotazione) rivolgersi al Servizio Cultura.

Info: Servizio Cultura – Via Cavour 3/b – tel. 0331.471332/335

mail:ufficio.cultura@legnano.org


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